Energia: le tariffe variabili

Energia: le tariffe variabili

La fine del mercato tutelato ha sollevato un grande interesse circa le tariffe che le aziende offrono ai clienti. Infatti chi non avesse i requisiti necessari per restare o entrare nel mercato della tutela delle vulnerabilità deve necessariamente scegliere a libero mercato.
Il tema di grande impatto mediatico sta sollevando molte domande anche per i clienti già a libero mercato che per anni hanno dato poco peso alle offerte commerciali.
Le nostre sedi ricevono quotidiane richieste di informazione su come orientarsi e dobbiamo riconoscere che praticamente nessuno ha ben chiaro come valutare le proposte commerciali di luce e gas

Ad oggi sul mercato libero esistono due tipologie di tariffe:

  • variabili
  • fisse

In questo articolo andiamo a descrivere la struttura delle tariffe variabili

Le tariffe variabili sono composte di due elementi:
1 quanto si paga per ciascun kwh di luce o mc di gas consumati
2 quanto si paga di importo fisso per ciascun mese di servizio

Il costo di quanto consumato.
Per ciascun kwh o mc consumato verrà applicato un importo che si compone del valore dell’indice all’ingrosso che è indicato al contratto. Di indici ve ne sono diversi; alcuni si rinnovano mensilmente altri invece hanno validità trimestrale. Allo stato attuale l’indice più conveniente per il gas è il PSV mentre per il servizio elettrico è l’indice PUN. Entrambi sono indici mensili. Quindi la variabilità della tariffa è correlata all’andamento dell’indice scelto a contratto.
La differenza tra un’offerta ed un’altra è dettato da quanto ciascuna azienda andrà ad aggiungere per ciascuna unità consumata. Occorre quindi prestare molta attenzione all’importo fisso che verrà aggiunto al valore dell’indice all’ingrosso. Questo valore per lo più viene indicato con il nome di “spread” o “valore alfa”, ma anche si chiamasse “Mario” non cambierebbe la sostanza. Al marzo 2024 riteniamo che si debbano evitare gli spread del valore superiore ai 10 centesimi di euro.

I costi fissi mensili
Anche se si tratta di tariffe variabili ogni società applicherà un costo fisso per ciascun mese di servizio. Questo costo non è collegato al consumo. Quindi anche in assenza di utilizzo si dovrà far fronte a questa voce di spesa. Al mercato tutelato/tutela della vulnerabilità si spende circa 60 euro all’anno mentre a libero mercato la media di questa componente è di circa 100/150 euro all’anno. Saranno quindi interessanti le tariffe con importi inferiori ai 100 euro all’anno mentre sarebbe opportuno evitare valori superiori ai 150 euro all’anno.

In conclusione
Il costo della voce materia energia è quanto differenzia una tariffa dall’altra. Nel caso delle tariffe variabili dovremo considerare tanto il valore del costo di quanto consumato che della spesa fissa mensile. Per fare un preventivo ponderato dovremo quindi preoccuparci di sapere quanto consumiamo effettivamente in 12 mesi.
Al momento vi sono più tariffe variabili convenienti che tariffe fisse, ma gli elementi da considerare sono diversi e in ogni caso si deve partire dal nostro consumo annuo effettivo

Per agevolare nella scelta l’Autorità garante ARERA ha predisposto un comparatore online che si può raggiungere al sito ilportaleofferte.it
Sappiamo che ne esistono tanti di simili strumenti sul web, ma noi diffidiamo di queste soluzioni diverse dal portale di Arera perché di fatto sono vetrine commerciali a favore delle aziende che collaborano con i diversi gestori di questi servizi di comparazione, quindi propongono quello che è loro interesse vendere e non curare la spese del consumatore